Quando abbiamo pensato di organizzare il Dibattito Pubblico del 16 febbraio ci è sembrato opportuno, visto che a breve ci saranno le Elezioni Comunali, invitare anche i Candidati Sindaco delle Liste Civiche per sentire il loro parere sull’impianto di Acqua Fresca.

Ed in questo senso vi proponiamo gli interventi di Elisabetta Di Natale e Bruno Pasquini al fine di farsi una propria opinione dalla viva voce.

Francamente avevamo invitato a partecipare anche il rappresentante del Movimento 5 Stelle, Germano Tonelli, ma non si è visto...

Prendiamo atto, con favore, delle affermazioni fatte dal Candidato Sindaco della Lista “Dimmi” sperando, qualora risultasse eletto, di poter "abbandonare la confusione del passato" e di poter scrivere una nuova pagina nei rapporti con l’Amministrazione Comunale.

 L'intervento di Bruno Pasquini.

Analogamente siamo vicini alle posizioni espresse da Elisabetta Di Natale che non ha mancato di sostenerci in questi anni.

 L'intervento di Elisabetta Di Natale.

Soprattutto condividiamo l’intervento bipartisan di questo Cittadino che sottolinea quanto sia importante per tutti rendersi conto che l’impianto di Acqua Fresca è un problema di tutti non di una lista piuttosto che dell’altra.

Intervento bipartisan.

Però.

C'è un però.

 

Il tema della sicurezza è giustamente di forte attualità nel nostro Paese e forse per questo la notizia che è una di quelle che non ti aspetti….

Il Consiglio dei Ministri ha impugnato il 9 ottobre, con un ricorso per legittimità costituzionale, la legge della Regione Liguria n. 15/2018 che fissa una distanza minima, 250 metri, degli impianti eolici dalle abitazioni. La ragione, spiega il Ministero degli Affari Regionali, è perché si pone in contrasto con l’art.12 comma10 del D.lgs 387/2003 e con il paragrafo 1.2 delle Linee guida nazionali per l’autorizzazione degli impianti Fer ( DM 10/09/2010).

La Regione Liguria ha prontamente obbedito come potete leggere a pagina 13.  

In pratica secondo il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Erika Stefani ( Lega ) le Regioni possono procedere alla indicazione di aree e siti non idonei alla installazione di specifiche tipologie di impianti ma non possono dettare disposizioni che prevedano un divieto arbitrario, generalizzato ed indiscriminato di localizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. 

Il Ministro però avrebbe dovuto notare che non prevendo nessuna limitazione, è questo il caso della regione Emilia Romagna, si permettono installazioni assurde come quella di Acqua Fresca.

C'è però chi è stato più furbo : la Regione Campania.

La Regione Campania si è dotata nel 2016 della Legge Regionale N. 6 del 5 APRILE 2016 il cui all'art.15 "Misure in materia di impianti eolici e di produzione energetica con utilizzo di biomasse" comprende un'approfondimento specifico : “CRITERI PER LA INDIVIDUAZIONE DELLE AREE NON IDONEE ALL' INSTALLAZIONE DI IMPIANTI EOLICI CON POTENZA SUPERIORE A 20 KW” dove si prevede :

fascia di rispetto da strade comunali urbane ed extraurbane subordinata a studi di sicurezza in caso di rottura accidentale degli organi rotanti, in ogni caso tale distanza non deve essere inferiore a 3 volte l’altezza dell’aerogeneratore, fermo restando quanto previsto dal Codice della Strada, al fine di tutelare la pubblica e privata incolumità, l’altezza massima dell’aerogeneratore si intende l’altezza del mozzo più il raggio del rotore;

Inoltre a tutela della proprietà privata la minima distanza di ciascun aerogeneratore da unità abitative munite di abitabilità, regolarmente censite, deve essere determinata in base ad una verifica di compatibilità acustica e tale da garantire l’assenza di effetti di Shadow-Flickering, l'ombreggiamento intermittente generato dalle pale, in prossimità delle abitazioni e da garantire la sicurezza in caso di distacco degli elementi rotanti o di rotture accidentali, e comunque non può risultare inferiore a 5 volte l'altezza massima dell'aerogeneratore, ciò al fine di tutelare i residenti da emissioni sonore e per assicurare la incolumità pubblica e privata.

Avvertiamo da più parti un ingiustificato ottimismo sulla soluzione del problema di Acqua Fresca che ci porta a precisare alcuni fatti forse non così evidenti ma estremamente significativi per le sorti di tutta la vicenda.

Il primo è che i guai giudiziari dell’Ing. Mezzini non riguardano la Mulini Srls, che è libera di operare senza alcun vincolo, e che qualora avesse qualche problema ad avvalersi della sua consulenza tecnica, anche se non ci risulta sia stato sospeso dall’Ordine degli Ingegneri, può supplire delegando altri professionisti.

 

Il secondo è che il SUAP, vedi Analisi atti SUAP : prime considerazioni, ha emesso PARERE POSITIVO, ai soli fini sismici, al progetto dopo le integrazioni presentate dall’Ing. Mezzini e pertanto, fatte salve le prescrizioni, il cantiere può essere aperto. L’Amministrazione Comunale non ha ritenuto di dover eccepire nulla sulle considerazioni dell’Ing. Mezzini circa l’altezza dell’impianto rimangiandosi di fatto le affermazioni a suo tempo fatte circa l’ “idonea riduzione dell’altezza della pala” e non ha fatto nessuna considerazione, ora che sono state comunicate formalmente le caratteristiche della pala, sul fatto che per molte abitazioni limitrofe il livello di rumore potrebbe eccedere il consentito proprio sulla base delle informazioni fornite dal Costruttore. Inoltre pur disponendo di un proprio Legale, e pur avendo avuto la nostra disponibilità e quella dell’Avv. Gualandi ad instaurare un tavolo di confronto, l’Amministrazione si è prontamente defilata lasciando al Comitato, e quindi a tutti noi, l’onere della “lotta giudiziaria”.

Il terzo fatto è il Decreto Fer 1, che fisserà gli incentivi che lo Stato paga ai Produttori per gli anni a venire, ancora fermo al MISE (Ministero per lo Sviluppo Economico) a causa dello scontro in atto tra le forze politiche, prevede che entro il 31 gennaio debbano aprirsi i primi bandi per i nuovi incentivi.

 

Pare sia in arrivo una sanatoria per le violazioni ai controlli relativi all’erogazione degli incentivi per le fonti rinnovabili.

Leggiamo dal Sole 24 Ore, a firma Carmine Fotina, che un emendamento, presentato da Gianni Girotto, presidente della Commissione Industria, e Stefano Patuanelli entrambi appartenenti al Gruppo M5S prevede :

che il Gse (Gestore servizi energetici), nel caso vengano riscontrate violazioni dai controlli relativi all’erogazione degli incentivi per le fonti rinnovabili, possa decurtare l’agevolazione fra il 10 e il 50%, mentre la norma in vigore prevede valori più alti: tra il 20 e l’80%. Uno sconto si applicherebbe anche per chi realizza impianti fotovoltaici di piccola taglia, tra 1 e 3 kw, installando moduli non certificati o con certificazioni non rispondenti alla normativa di riferimento: il taglio della tariffa incentivante, in questo caso, scenderebbe dall’attuale 30 al 10%. E la riduzione si applicherebbe anche «agli impianti ai quali è stata precedentemente applicata la decurtazione del 30%». Quanto poi agli impianti di potenza superiore a 3 kw, la decurtazione sarebbe dimezzata (dal 20 al 10%, anche in questo caso retroattivamente).

Ricordiamo che sempre dal Sole 24 Ore poche settimane fa era arrivata una notizia che fa il paio con questa : Energie rinnovabili, maxi frode da un miliardo.

Un ulteriore emendamento estende l’area di esenzione dall’accisa. Verrebbero esclusi tutti gli impianti azionati da fonti rinnovabili con potenza fino a 200 KW (oggi il tetto è fissato a 20 KW). La trovo una scelta complessa da spiegare a chi tutti i giorni usa l'automobile per lavoro e paga un'accisa pari a circa il 50% del prezzo del carburante.

Da queste parti poi di truffe ai danni del Gse cominciamo a sentirne parlare spesso...

 

 

GUARDIA DI FINANZA BOLOGNA: OPERAZIONE HELIOS, SEQUESTRATI ULTERIORI BENI PER 1 MILIONE DI EURO PER RICICLAGGIO ED APPROPRIAZIONE INDEBITA. 

 

Leggiamo dal comunicato stampa della Guardia di Finanza che :

I militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Bologna, su disposizione del Tribunale del Riesame che ha accolto il ricorso del Sostituto Procuratore Dott.ssa Antonella Scandellari, titolare delle indagini, stanno procedendo al sequestro di disponibilità bancarie e di beni, tra cui tre impianti produttivi di energia elettrica da fonti rinnovabili siti a Firenzuola (FI), San Pietro in Casale (BO) e Lugo (RA), per quasi un milione di euro. L’entità del sequestro è stata determinata sulla base dei proventi delle condotte di appropriazione indebita e riciclaggio contestate rispettivamente a A.M. classe 1965 (imprenditore bolognese) e al coniuge I.T.

 

 

Sarà il caso, che solitamente non è mai casuale, ma proprio il SUAP dell'Unione dei Comuni Savena-Idice che comprende i Comuni di Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Pianoro ha fermato, qualche tempo fa, i tentativi fatti dalle Società I MULINI S.R.L.S.,PARETAIO S.R.L.S. e TONINI ISABELLA di affacciarsi al mercato della produzione di energie rinnovabili nel settore micro-idroelettrico. Il Progettista era naturalmente l'Ing. Alberto Mezzini trattandosi di Società riferibili al fratello ed alla moglie.

Ne avevamo già accennato nell'articolo A volte ritornano.. ma è interessante seguire lo svolgersi della vicenda per fare gli opportuni paralleli. Stiamo parlando di tre progetti per centrali mini-idroelettriche (Tintoria, Fiumana ed Allocco ) tutte nel comune di Monghidoro. Anche se non è un impianto eolico l'iter autorizzativo è il medesimo, si tratta di una PAS (Procedura Abilitativa Semplificata), esattamente come ad Acqua Fresca. Ed il SUAP competente è quello dell'Unione dei Comuni Savena-Idice che a suo tempo aveva autorizzato l'ormai celeberrimo impianto de "Le Valzole".

Il primo aspetto da rilevare è che in tutti e tre i procedimenti (PAS) è stata convocata la Conferenza di Servizi   esattamente come a Vergato ( ricordate ? C'è chi dice no...) .

La Conferenza di  Servizi (CdS) ha lo scopo di facilitare l'acquisizione da parte della P.A. di autorizzazioni, atti, permessi e nulla-osta  mediante convocazione di riunioni collegiali (cosiddette conferenze) finalizzate all'emissione di un provvedimento amministrativo. Può essere vista come un modo di semplificazione di un procedimento, o come strumento di coordinamento degli interessi coinvolti, al fine di soppesarli ed aggregarli. Di fatto, però, si riuniscono gli esperti delle entità coinvolte nel processo decisionale e collegialmente valutano il progetto.

 

Incentivi «illecitamente percepiti» per un miliardo di euro rischiavano di essere interamente scaricati sulla bolletta energetica degli italiani.

La conferma a livello nazionale di quanto visto poche settimane fa con la truffa ai danni Gse a Monghidoro ce la offre il Sole24ore. In un articolo di ieri a firma Ivan Cimmarusti ci spiega come la Guardia di finanza, in collaborazione con il Gse (Gestore servizi elettrici) ha bloccato una vasta truffa sugli stanziamenti del 2017.

Continua l'articolo,

L’accertamento - che ha riguardato imprese nei settori eolico, fotovoltaico, biomasse, geotermia e idroelettrico – è stato condotto dai nuclei speciali delle Fiamme gialle, che hanno passato al setaccio le documentazioni amministrative per quei soggetti (persone giuridiche e persone fisiche) che hanno fatto richiesta di accedere all’incentivo 2017.

Il dato interessante è la percentuale di irregolarità : su 5.600 controlli il Gse ha rilevato 4212 violazioni circa il 75%.

Energia verde. Come i soldi.

"Il settore è comunque sano, puntualizza Alberto Pinori, presidente dell’associazione Anie Rinnovabili che fa capo a Confindustria."

Certo.