Il tema della sicurezza è giustamente di forte attualità nel nostro Paese e forse per questo la notizia che è una di quelle che non ti aspetti….

Il Consiglio dei Ministri ha impugnato il 9 ottobre, con un ricorso per legittimità costituzionale, la legge della Regione Liguria n. 15/2018 che fissa una distanza minima, 250 metri, degli impianti eolici dalle abitazioni. La ragione, spiega il Ministero degli Affari Regionali, è perché si pone in contrasto con l’art.12 comma10 del D.lgs 387/2003 e con il paragrafo 1.2 delle Linee guida nazionali per l’autorizzazione degli impianti Fer ( DM 10/09/2010).

La Regione Liguria ha prontamente obbedito come potete leggere a pagina 13.  

In pratica secondo il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Erika Stefani ( Lega ) le Regioni possono procedere alla indicazione di aree e siti non idonei alla installazione di specifiche tipologie di impianti ma non possono dettare disposizioni che prevedano un divieto arbitrario, generalizzato ed indiscriminato di localizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. 

Il Ministro però avrebbe dovuto notare che non prevendo nessuna limitazione, è questo il caso della regione Emilia Romagna, si permettono installazioni assurde come quella di Acqua Fresca.

C'è però chi è stato più furbo : la Regione Campania.

La Regione Campania si è dotata nel 2016 della Legge Regionale N. 6 del 5 APRILE 2016 il cui all'art.15 "Misure in materia di impianti eolici e di produzione energetica con utilizzo di biomasse" comprende un'approfondimento specifico : “CRITERI PER LA INDIVIDUAZIONE DELLE AREE NON IDONEE ALL' INSTALLAZIONE DI IMPIANTI EOLICI CON POTENZA SUPERIORE A 20 KW” dove si prevede :

fascia di rispetto da strade comunali urbane ed extraurbane subordinata a studi di sicurezza in caso di rottura accidentale degli organi rotanti, in ogni caso tale distanza non deve essere inferiore a 3 volte l’altezza dell’aerogeneratore, fermo restando quanto previsto dal Codice della Strada, al fine di tutelare la pubblica e privata incolumità, l’altezza massima dell’aerogeneratore si intende l’altezza del mozzo più il raggio del rotore;

Inoltre a tutela della proprietà privata la minima distanza di ciascun aerogeneratore da unità abitative munite di abitabilità, regolarmente censite, deve essere determinata in base ad una verifica di compatibilità acustica e tale da garantire l’assenza di effetti di Shadow-Flickering, l'ombreggiamento intermittente generato dalle pale, in prossimità delle abitazioni e da garantire la sicurezza in caso di distacco degli elementi rotanti o di rotture accidentali, e comunque non può risultare inferiore a 5 volte l'altezza massima dell'aerogeneratore, ciò al fine di tutelare i residenti da emissioni sonore e per assicurare la incolumità pubblica e privata.

Parafrasando un noto intercalare la domanda sorge spontanea : come mai la Regione Emilia Romagna non ha fatto un banale copia ed incolla?

Ci permettiamo inoltre un personale contributo al tema suggerendo qualche altro piccolo accorgimento per evitare quello che è accaduto qui.

Sarebbe opportuno garantire il ripristino ambientale al termine dell’esercizio dell’impianto congiuntamente alla presentazione dell’istanza di autorizzazione (PAS) indicando il dettaglio degli interventi di smantellamento e ripristino dei luoghi e dei costi attesi. L’intero importo per lo smantellamento dell'impianto ed il ripristino delle aree andrà garantito con apposita fideiussione emessa esclusivamente da società iscritta negli elenchi IVASS o da primario Istituto Bancario.

Come già spiegato a suo tempo nel post Il ripristino ambientale,  è necessario considerare che le pale delle turbine eoliche sono composte anche da materiali tossici e ad oggi, il metodo di smaltimento  più comune è quello in discarica. Considerato rifiuto emergente, la lama della pala eolica non è ancora protagonista di una normativa specifica né di una direttiva europea che la cataloghi come rifiuti pericolosi, tossici o inerti.

Con la medesima metodologia illustrata, ovvero congiuntamente alla presentazione dell’istanza di autorizzazione (PAS) e con durata contrattualmente prevista per l'intera vita di esercizio dell'impianto si dovrebbe richiedere la stipula di opportuna polizza assicurativa per i rischi connessi all'esercizio stesso della turbina ed in particolare nelle località, come la nostra, in cui esiste il rischio ghiaccio, che tuteli cose e persone.

Questo tipo di metodologia in altri Paesi è pratica quotidiana nelle autorizzazioni di impianti di questo tipo al punto che importanti istituti assicurativi hanno sviluppato studi approfonditi in questo ambito, vi proponiamo, come esempio, il metodo per la valutazione del rischio ghiaccio proposto dal Lloyd's Register e Kjeller Vindteknikk a Winterwind 2018.

A sostegno di quanto esposto le due immagini sottostanti, che propongono la distanza minima e massima di caduta di un pezzo di ghiaccio dalla pala di Acqua Fresca.

Per i nostri calcoli ci siamo avvalsi dello studio della società Vestas Wind System “VESTAS V80 – Blade throw calculation under normal operating conditions”, che casualmente è anche il produttore della pala attualmente presente. Sottolineiamo che questo valore è teorico, poiché non tiene in conto le forze di attrito viscoso e la complessità del moto rotazionale, ovvero la rotazione della pala durante il moto di caduta e delle condizioni ambientali al momento dell'evento ma comunque offre un visione sufficiente del potenziale pericolo.

 


 


Nell'immagine sottostante è riportata l'area di distanza minima di caduta.


 

 

Risulta evidente come ogni situazione che superi la distanza di minima caduta invade almeno via gabbiano e la stada provinciale.

Come sempre i vostri commenti sono i benvenuti.

 

 

Energia eolica e tutela dell’ambiente

nell’Appennino Bolognese.


Il caso di Acqua Fresca.

 

Sabato 16 febbraio 2019 ore 16.00

Sala M. Marri

Via Luigi Casaglia, 1 Monzuno (BO)

 

Intervengono

 

Dr. Fausto Bonafede  -  WWF Bologna
Considerazioni ambientali sugli impianti eolici con particolare riferimento all'Appennino.


Alberto Cuppini - Portavoce della Rete della Resistenza dei Crinali per l’Emilia Romagna.
Il nuovo Piano Nazionale Energia Clima: dal mini eolico al mega eolico.


Avv. Federico Gualandi - Professore di diritto amministrativo all’Università Iuav di Venezia.
Gli strumenti normativi nelle autorizzazioni degli impianti eolici.


Prof. Gian Battista Vai - già Ordinario di Geologia Stratigrafica all'Università di Bologna
Gli aspetti geologici dell'Appennino.

 

Siete tutti invitati per approfondire temi che coinvolgono da vicino il nostro territorio e non solo l'impianto di Acqua Fresca. Non si tratta di un evento accademico ma di un  dibattito pensato per permettere ai presenti di porre le loro domande e di confrontarsi con i Relatori sulla tutela dell'ambiente e del paesaggio, sulla sicurezza dei Cittadini, sulla fragilità del nostro territorio, su chi paga tutto questo e su molto altro. 

Sarà un'occasione, visto che è stato notificato a Bruxelles lo schema di decreto con gli incentivi Fer, il cosiddetto Fer 1, disponibile in allegato, di capirne significati, impatti e potenzialità.

Per ogni chiarimento o informazione potete inviate una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o attraverso la nostra pagina Facebook.

Potete scaricare  qui la locandina dell'evento.

 

Comitato Via le pale dall'Acqua Fresca

 

 

Avvertiamo da più parti un ingiustificato ottimismo sulla soluzione del problema di Acqua Fresca che ci porta a precisare alcuni fatti forse non così evidenti ma estremamente significativi per le sorti di tutta la vicenda.

Il primo è che i guai giudiziari dell’Ing. Mezzini non riguardano la Mulini Srls, che è libera di operare senza alcun vincolo, e che qualora avesse qualche problema ad avvalersi della sua consulenza tecnica, anche se non ci risulta sia stato sospeso dall’Ordine degli Ingegneri, può supplire delegando altri professionisti.

 

Il secondo è che il SUAP, vedi Analisi atti SUAP : prime considerazioni, ha emesso PARERE POSITIVO, ai soli fini sismici, al progetto dopo le integrazioni presentate dall’Ing. Mezzini e pertanto, fatte salve le prescrizioni, il cantiere può essere aperto. L’Amministrazione Comunale non ha ritenuto di dover eccepire nulla sulle considerazioni dell’Ing. Mezzini circa l’altezza dell’impianto rimangiandosi di fatto le affermazioni a suo tempo fatte circa l’ “idonea riduzione dell’altezza della pala” e non ha fatto nessuna considerazione, ora che sono state comunicate formalmente le caratteristiche della pala, sul fatto che per molte abitazioni limitrofe il livello di rumore potrebbe eccedere il consentito proprio sulla base delle informazioni fornite dal Costruttore. Inoltre pur disponendo di un proprio Legale, e pur avendo avuto la nostra disponibilità e quella dell’Avv. Gualandi ad instaurare un tavolo di confronto, l’Amministrazione si è prontamente defilata lasciando al Comitato, e quindi a tutti noi, l’onere della “lotta giudiziaria”.

Il terzo fatto è il Decreto Fer 1, che fisserà gli incentivi che lo Stato paga ai Produttori per gli anni a venire, ancora fermo al MISE (Ministero per lo Sviluppo Economico) a causa dello scontro in atto tra le forze politiche, prevede che entro il 31 gennaio debbano aprirsi i primi bandi per i nuovi incentivi.

 

Pare sia in arrivo una sanatoria per le violazioni ai controlli relativi all’erogazione degli incentivi per le fonti rinnovabili.

Leggiamo dal Sole 24 Ore, a firma Carmine Fotina, che un emendamento, presentato da Gianni Girotto, presidente della Commissione Industria, e Stefano Patuanelli entrambi appartenenti al Gruppo M5S prevede :

che il Gse (Gestore servizi energetici), nel caso vengano riscontrate violazioni dai controlli relativi all’erogazione degli incentivi per le fonti rinnovabili, possa decurtare l’agevolazione fra il 10 e il 50%, mentre la norma in vigore prevede valori più alti: tra il 20 e l’80%. Uno sconto si applicherebbe anche per chi realizza impianti fotovoltaici di piccola taglia, tra 1 e 3 kw, installando moduli non certificati o con certificazioni non rispondenti alla normativa di riferimento: il taglio della tariffa incentivante, in questo caso, scenderebbe dall’attuale 30 al 10%. E la riduzione si applicherebbe anche «agli impianti ai quali è stata precedentemente applicata la decurtazione del 30%». Quanto poi agli impianti di potenza superiore a 3 kw, la decurtazione sarebbe dimezzata (dal 20 al 10%, anche in questo caso retroattivamente).

Ricordiamo che sempre dal Sole 24 Ore poche settimane fa era arrivata una notizia che fa il paio con questa : Energie rinnovabili, maxi frode da un miliardo.

Un ulteriore emendamento estende l’area di esenzione dall’accisa. Verrebbero esclusi tutti gli impianti azionati da fonti rinnovabili con potenza fino a 200 KW (oggi il tetto è fissato a 20 KW). La trovo una scelta complessa da spiegare a chi tutti i giorni usa l'automobile per lavoro e paga un'accisa pari a circa il 50% del prezzo del carburante.

Da queste parti poi di truffe ai danni del Gse cominciamo a sentirne parlare spesso...

 

 

GUARDIA DI FINANZA BOLOGNA: OPERAZIONE HELIOS, SEQUESTRATI ULTERIORI BENI PER 1 MILIONE DI EURO PER RICICLAGGIO ED APPROPRIAZIONE INDEBITA. 

 

Leggiamo dal comunicato stampa della Guardia di Finanza che :

I militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Bologna, su disposizione del Tribunale del Riesame che ha accolto il ricorso del Sostituto Procuratore Dott.ssa Antonella Scandellari, titolare delle indagini, stanno procedendo al sequestro di disponibilità bancarie e di beni, tra cui tre impianti produttivi di energia elettrica da fonti rinnovabili siti a Firenzuola (FI), San Pietro in Casale (BO) e Lugo (RA), per quasi un milione di euro. L’entità del sequestro è stata determinata sulla base dei proventi delle condotte di appropriazione indebita e riciclaggio contestate rispettivamente a A.M. classe 1965 (imprenditore bolognese) e al coniuge I.T.

 

 

Sarà il caso, che solitamente non è mai casuale, ma proprio il SUAP dell'Unione dei Comuni Savena-Idice che comprende i Comuni di Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Pianoro ha fermato, qualche tempo fa, i tentativi fatti dalle Società I MULINI S.R.L.S.,PARETAIO S.R.L.S. e TONINI ISABELLA di affacciarsi al mercato della produzione di energie rinnovabili nel settore micro-idroelettrico. Il Progettista era naturalmente l'Ing. Alberto Mezzini trattandosi di Società riferibili al fratello ed alla moglie.

Ne avevamo già accennato nell'articolo A volte ritornano.. ma è interessante seguire lo svolgersi della vicenda per fare gli opportuni paralleli. Stiamo parlando di tre progetti per centrali mini-idroelettriche (Tintoria, Fiumana ed Allocco ) tutte nel comune di Monghidoro. Anche se non è un impianto eolico l'iter autorizzativo è il medesimo, si tratta di una PAS (Procedura Abilitativa Semplificata), esattamente come ad Acqua Fresca. Ed il SUAP competente è quello dell'Unione dei Comuni Savena-Idice che a suo tempo aveva autorizzato l'ormai celeberrimo impianto de "Le Valzole".

Il primo aspetto da rilevare è che in tutti e tre i procedimenti (PAS) è stata convocata la Conferenza di Servizi   esattamente come a Vergato ( ricordate ? C'è chi dice no...) .

La Conferenza di  Servizi (CdS) ha lo scopo di facilitare l'acquisizione da parte della P.A. di autorizzazioni, atti, permessi e nulla-osta  mediante convocazione di riunioni collegiali (cosiddette conferenze) finalizzate all'emissione di un provvedimento amministrativo. Può essere vista come un modo di semplificazione di un procedimento, o come strumento di coordinamento degli interessi coinvolti, al fine di soppesarli ed aggregarli. Di fatto, però, si riuniscono gli esperti delle entità coinvolte nel processo decisionale e collegialmente valutano il progetto.

 

Incentivi «illecitamente percepiti» per un miliardo di euro rischiavano di essere interamente scaricati sulla bolletta energetica degli italiani.

La conferma a livello nazionale di quanto visto poche settimane fa con la truffa ai danni Gse a Monghidoro ce la offre il Sole24ore. In un articolo di ieri a firma Ivan Cimmarusti ci spiega come la Guardia di finanza, in collaborazione con il Gse (Gestore servizi elettrici) ha bloccato una vasta truffa sugli stanziamenti del 2017.

Continua l'articolo,

L’accertamento - che ha riguardato imprese nei settori eolico, fotovoltaico, biomasse, geotermia e idroelettrico – è stato condotto dai nuclei speciali delle Fiamme gialle, che hanno passato al setaccio le documentazioni amministrative per quei soggetti (persone giuridiche e persone fisiche) che hanno fatto richiesta di accedere all’incentivo 2017.

Il dato interessante è la percentuale di irregolarità : su 5.600 controlli il Gse ha rilevato 4212 violazioni circa il 75%.

Energia verde. Come i soldi.

"Il settore è comunque sano, puntualizza Alberto Pinori, presidente dell’associazione Anie Rinnovabili che fa capo a Confindustria."

Certo.