Fino ad alcuni mesi fa in via Gabbiano era visibile un cartello che avvisava del rischio frane. L'avevamo fotografato anche noi proprio per fare presente che, per quanto si sforzassero di dimostrare il contrario, l'evidenza della situazione geologica dell'area era abbastanza palese.

Da alcuni mesi è sparito.

In paese erano in tanti a mormorare sull'ingegnere a capo dei lavori, Alberto Mezzini. Ex patron di Uni Land, spa bolognese attiva nel settore immobiliare nota ai più per il suo crac: nel febbraio del 2011 viene arrestato per reati che vanno dal falso in bilancio all'aggiotaggio e all'insider trading. Dietro alle sue molteplici società c'era solo un castello di carta.

Nel 2015 patteggia una pena complessiva di tre anni, oltre all'inabilitazione all'esercizio di impresa commerciale e l'incapacità ad esercitare uffici direttivi per 10 anni, più un anno di incapacità a contrattare con la pubblica amministrazione. La “I Mulini srls", che si avvale della consulenza dell’Ing. Alberto Mezzini per tutte le pratiche è di Mario Mezzini, suo fratello, amministratore unico che ha l'80% del capitale sociale e di Isabella Tonini, moglie di Alberto, che ha il 20%. Opera dal 2015 ed è nata con un capitale sociale di soli 500 euro. Dal bilancio chiuso al 31 dicembre 2016  si evinceva che la società aveva sofferto una perdita di 87.639 euro e che c’erano debiti per euro 614 mila.

Una situazione non particolarmente florida.

Di tali debiti euro 272 mila residuano da una partita molto più grossa pari a ben 247 milioni di euro derivanti da un debito di terzi che la società “I Mulini srls” si sarebbe accollata in riferimento ad una causa per danni, come evidenziato nella nota integrativa al bilancio 2015; situazione certamente anomala per una società con un capitale sociale di euro 500,00 ed un fatturato che nel 2016 è di soli euro 16 mila!

Arrestato l'Ing. Alberto Mezzini. L’imprenditore, già ‘condannato’ per il caso Uniland, è accusato anche di autoriciclaggio.  Sequestro da un milione. Maxi truffa sui fondi per le energie rinnovabili. 

Leggiamo sul comunicato stampa della Guardia di Finanza circa l'OPERAZIONE HELIOS, dove si parla di truffa ai danni dello stato e autoriciclaggio. Sequestrati beni per circa 1 milione di euro. Si tratta di una misura di custodia cautelare per aver posto in essere una truffa finalizzata percepire indebitamente contributi pubblici destinati a favorire la produzione di energia da fonti rinnovabili.

I militari hanno proceduto, inoltre al sequestro di disponibilità bancarie, beni mobili ed immobili per quasi un milione di euro pari al valore dell’importo delle somme illecitamente ottenute.

Tutto parte da segnalazioni per operazioni bancarie sospette da cui emergeva come, nonostante fosse inabilitato all'esercizio stesse continuando ad amministrare società per conseguire illeciti guadagni servendosi della collaborazione del coniuge e di una fidata professionista del posto, anch’esse indagate.

Pare sia stata realizzata una truffa ai danni del Gse,Gestore dei Servizi Energetici, per percepire illeciti contributi per un impianto fotovoltaico realizzato a Monghidoro.L’accusa di autoriciclaggio è scaturita invece dal fatto che una parte delle somme ottenute indebitamente sono state poi dirottate a società lussemburghesi estranee alla compagine societaria dell’azienda italiana, a titolo di “rimborso finanziamento soci”, nonostante il fatto che tali società non vantassero alcun credito.

Potete leggere  il Comunicato Stampa rilasciato dalla Guardia di Finanza.

Inoltre segnaliamo l'articolo con la notizia sul Resto del Carlino odierno.

Per parlare anche di questo vi aspettiamo venerdì 5 ottobre presso il Centro Sociale di Vado.

 

 

L'analisi della documentazione fornitaci dal SUAP a seguito della quale era stato emesso PARERE POSITIVO, con prescrizioni, al progetto strutturale depositato dalla “I Mulini Srls” e pertanto di consentire, ai soli fini sismici, i lavori per realizzazione di una torre per aereogeneratore in località Acqua Fresca, ha rafforzato in noi le perplessità sulla scelta fatta dall’Amministrazione Comunale di non imporre, in fase di deposito della PAS, la scelta del tipo di aerogeneratore che sarebbe stato installato.

Argomento già visto e rivisto direte voi. Vero.

Però questa scelta, che definirei eufemisticamente, originale, sta permettendo alla Ditta Proponente di cambiare sistematicamente “le carte in tavola” al fine di tentare di contraddire o meglio ancora ribaltare tutte le nostre argomentazioni.

Anche nella documentazione presentata nei mesi scorsi, in più integrazioni, ne ho contate almeno tre, si coglie l’opportunità per come suole dirsi .. portarsi avanti con il lavoro.. ed inserire argomenti atti a confutare le tesi contenute nel nostro ricorso al TAR.  

E’ anche questa la ragione per cui su aspetti significativi eviteremo di fornire ulteriori argomenti, in questa sede, che riserveremo per i Giudici del Tribunale Amministrativo e ci limiteremo ad osservare come da parte della "I Mulini srls" si continui ad evidenziare alcuni aspetti che rendono palese l’assoluta mancanza di intervento critico su quanto si stava progettando di realizzare da parte dell’Amministrazione Comunale.

Ricordate le considerazioni fatte nell’articolo  Davvero non si poteva fare niente ? Considerazioni sulla valenza paesaggistica ?

Chiedevamo con insistenza che la generica affermazione fatta dall’Ing. Massimo Milani, Responsabile dello Sportello Unico dell’Edilizia del Comune di Monzuno, nel suo  parere di compatibilità urbanistico edilizia rilasciato al SUAP circa “l’opportuna riduzione” della pala ci venisse quantificata. Avevamo anche inserito una rappresentazione grafica dell’abnorme sproporzione delle grandezze in gioco : i pali della luce e la pala eolica.

Ricordiamo che sulla compatibilità dell’impianto in progetto con quanto disposto dalle norme del Piano Territoriale di Coordinamento Territoriale (PTCP) , che considera il crinale di Acqua Fresca da sottoporre a tutela, era stata richiesta una asseverazione all’Ing. Mezzini, il progettista della “I Mulini srls”, che era stata accettata, dal Comune e dal SUAP, pedissequamente.

Ora leggiamo, nei nuovi atti, che successivamente al 31 maggio quando il SUAP attestava:

Che la P.A.S. presentata dalla ditta “I Mulini srls”, estremizzata in premessa e a conclusione dell’iter previsto, è titolo equipollente alla Scia ..omissis.., a far data dal 15/05/2017, costituisce titolo idoneo alla realizzazione dell’impianto minieolico nel Comune di Monzuno in loc. Acquafresca...

La "I Mulini srls" aggiunge che ,

Successivamente a tale atto dichiarativo il Committente ha ritenuto di aderire alle richieste avanzate dalla pubblica amministrazione che pur riconoscendo la validità del titolo autorizzativo hanno bonariamente e verbalmente richiesto di ridurre la dimensione dell’impianto per le richieste di alcuni privati cittadini rispetto al massimo autorizzato di una torre con hub a 69 metri di altezza oltre al rotore di 31 per un totale di 100 metri di altezza complessiva.

Pertanto, continua il Progettista, il Committente ha acquistato una pala eolica di soli 66 metri operando pertanto una riduzione nell’ordine del 30%.

 

 

Non diremo come in tutte le favole che si rispettino “In un paese lontano lontano…”.

Siamo a Gabbiano.

Non diremo che “Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.”

E’ tutto vero.

Non vi diremo chi sono i Buoni ed i Cattivi.

Valuterete voi.

La favola non è a lieto fine.

La morale della storia ve la dovrete cercate da soli tra le idee che vi sarete fatti.

Allora iniziamo….

Siamo nel novembre del 2017 fa molto freddo e c’è molta neve. Un cittadino rientrando una sera a casa imbocca Via Gabbiano all’incrocio con la Strada Provinciale in quello che viene chiamato “Pilastrino”. Vede alla sua sinistra una rete arancione che quasi gli sbatte contro la portiera della macchina e pensa : tra poco sarà di traverso sulla strada e se passa qualcuno in moto ? Arrivato a casa decide di allertare l’Amministrazione Comunale affinché verifichi e tuteli chi passa. Scrive pertanto :

Oggetto : Parco eolico Acqua Fresca – richiesta chiarimenti.

“Coloro che transitano nella limitrofa strada provinciale hanno notato da alcune settimane come alcuni dei pali costituenti la recinzione sporgano pericolosamente verso la sede stradale, costituendo un pericolo per pedoni, biciclette e motociclette. E’ evidente che la stessa recinzione non è conforme a quanto previsto dall’articolo 109 del D.Lgs 81/2008 il quale impone alle aziende che  “Il cantiere, in relazione al tipo di lavori effettuati, deve essere dotato di recinzione avente caratteristiche idonee ad impedire l’accesso agli estranei alle lavorazioni.

Con la presente sono pertanto a richiedere :

Che venga imposto alla società di mettere in sicurezza la recinzione pericolante e di adeguarla a quanto previsto nel citato art. 109 del TU 81/08

Monzuno lì 11 dicembre 2017”

Certo di ottenere risposta immediata, visto il potenziale pericolo, il Cittadino attende fiducioso una pronta risposta.

Che non arriva.

Allora cerca qualcuno che lo aiuti a sapere cosa succede : 

Seleziona l'immagine per leggere il documento. 

 

 

Torna, con un'inchiesta sul Tempo, il tema dei costi delle FER, le fonti elettriche rinnovabili, sostenuti dalla Collettività senza che vi sia una chiara informazione su quale sia l'entità di questo impegno.

Una celebre rubrica di un settimanale di enigmistica si chiama "Forse non tutti sanno che...".

Allora forse non tutti sanno che per raggiungere l'obbiettivo del 20% di produzione da fonti rinnovabili stiamo già pagando e pagheremo fino al 2030 circa 12 miliardi di euro l'anno per un totale di 200 miliardi con aumenti in bolletta fino al 40%.

Forse non tutti sanno che il programma varato dal Premier Gentiloni e dai Ministri Calenda e Galletti è il più grande programma di sussidi del dopoguerra.

Forse non tutti sanno che gli utili della vendita dei pannelli fotovoltaici e degli aerogeneratori prendono la via della Cina per il fotovoltaico e della Danimarca,della Germania e della Spagna per l'eolico.

Forse non tutti sanno che il peggio deve ancora venire… ma quello è meglio lo leggiate nell'articolo qui sotto.

 

 

Selezionare l'immagine per ingrandire.

 

Chi vuole commentare può farlo qui sotto o sulla nostra pagina Facebook.

 

Un fiume di denaro che esce dalle tasche degli italiani e finisce nelle tasche delle multinazionali sia per quello che riguarda l' acquisto di queste enormi macchine peraltro assolutamente non così avanzate tecnologicamente e dall'altra parte anche per andare a portare gli incentivi, ogni anno, anche di oltre  quindici miliardi, nelle tasche delle lobby.

Il costo a regime del sistema degli incentivi finora concessi equivale a circa duecentotrenta miliardi di cui oltre centocinquanta ancora pagare almeno fino al 2031. L' equivalente del quattordici per cento del PIL italiano corrente o il dieci per cento del nostro debito nazionale, cifre da pagare che come al solito lasciamo alla prossima generazione.

Importiamo una tecnologia tedesca infatti a livello di pale eoliche di grandi dimensioni, superiori ai 5 Mw di potenza, la maggior parte delle degli aero generatori importati negli ultimi due anni è stato di produzione tedesca.

Comunque la pensiate su Radio Radicale, su Italia Nostra, sul Governo e sulle rinnovabili elettriche, le cosiddette FER, vi consiglio caldamente di ascoltare quello che ha da dire Oreste Rutigliano in questa intervista dove si parla poco di paesaggio e molto di economia, di conti pubblici, di lobby e di sprechi e su quanto sta ponendo in essere il Ministro Di Maio  per noi e per le prossime generazioni. 

Potete ascoltare qui sotto l'intervista :

 


 

L’Italia è di gran lunga prima tra i paesi europei per l’incidenza degli incentivi erogati alle rinnovabili in rapporto alla produzione totale di energia. Un primato che costa caro ai consumatori e alle imprese. Ed è frutto di politiche poco coerenti. Riproponiamo il tema dei costi degli incentivi alle Fer prelevati direttamente dalle nostre tasche senza che i Cittadini che alla fin fine sono quelli che li pagano, possano in alcun modo intervenire. Per chi non li avesse letti ci sono i nostri articoli Pale eoliche, quanti soldi al vento e Davvero non si poteva fare niente ? Considerazioni sulla risorsa eolica sul tema ma soprattutto vogliamo segnalare l'articolo di Giorgio Ragazzi non apparso nelle rassegne stampa ufficiali dove si ribadisce quanto sapevamo da tempo:

con gli aiuti alle rinnovabili abbiamo quasi raddoppiato il costo medio dell’energia elettrica prodotta in Italia.

Per più di due terzi gravano sulle imprese, per le quali l’energia costa un 20 per cento in più della media europea con evidenti effetti negativi per la competitività del paese e quindi per crescita e occupazione. Il primato raggiunto non è il risultato di un disegno politico coerente, consapevole e approvato dal parlamento, ma il punto di arrivo di una combinazione di interessi di bottega, di ideologie astratte e, soprattutto, di malgoverno.

È il più rilevante intervento dello stato nell’economia da decenni, ma non c’è da meravigliarsi se nessuno ama parlarne e tantomeno assumersene la responsabilità politica.

Un’operazione colossale, equivalente a tre punti di Iva, determinata solo da decreti ministeriali e gestita “fuori bilancio” perché i sussidi vengono addebitati alle bollette come “oneri generali di sistema” tramite la componente A3. Se per la copertura fosse stata prevista una “imposta ecologica” è verosimile che i governi avrebbero avuto grandi difficoltà a farla approvare in parlamento. E gli 8 miliardi in eccesso rispetto alla media europea avrebbero potuto essere destinati a ridurre il cuneo fiscale e migliorare così la competitività delle imprese che, invece, è stata pesantemente danneggiata dall’incremento del costo dell’energia.

C’è da chiedersi se uno dei principali motivi di debolezza dell’economia italiana non vada ricercato proprio nella scadente qualità della sua classe dirigente e di quella politica in particolare.

Il nuovo governo, che già ha allo studio nuovi interventi, dovrebbe opportunamente prenderne nota per non ripetere o addirittura fare peggio, di coloro che li hanno preceduti.

L'articolo completo di Giorgio Ragazzi su La Voce.

Se poi volete approfondire come vanno altrove le strategie europee sulle Fer vi consigliamo di leggervi questo articolo : Con la nuova SEN dovremo continuare ad indebitarci per comperare le pale eoliche tedesche sulla come la situazione in Germania influirà sulle scelte del nostro Paese.

Diffondiamo la nuova lettera delle Associazioni Ambientaliste ai nuovi Ministri contro l'eolico industriale.

Proprio nei giorni scorsi – e proprio mentre si stavano raccogliendo le firme di questo nuovo documento comune - l’Unione Europea ha alzato gli obiettivi per la produzione da Fer al 2030, già insostenibili, dal 27 al 32% dei consumi, anche grazie all’azione del Governo italiano attraverso il nuovo Ministro dello Sviluppo Economico Di Maio. La lobby eolica esulta e già sostengono la rimozione dei pochi vincoli rimasti nell'attuale normativa a tutela ambientale e paesaggistica.

Quasi 70 miliardi di euro è l’impegno finanziario che si rende necessario per traguardare le scadenze previste dalla nuova Sen ( Strategia Energetica Nazionale ) del Governo Gentiloni. Per raggiungere l’obiettivo del 55 per cento di energia rinnovabile al 2030, secondo il rapporto annuale Oir, l’osservatorio sulle energie rinnovabili a cura di Agici-Finanza, bisognerebbe arrivare a 5 gigawatt di nuove installazioni all’anno, tra fotovoltaico e eolico anche utilizzando parte del parco esistente.

Un risultato, in questo momento, lontanissimo da essere raggiunto. 

In altre parole, occorrono interventi più incisivi per raggiungere l’obiettivo e cioè un’importante opera di ammodernamento del parco esistente delle rinnovabili ed installare oltre 4 gigawatt di potenza aggiuntiva all’anno nel periodo 2018-2030. La generazione eolica dovrebbe triplicare e quella fotovoltaica raddoppiare. 

Va anche tenuto conto anche dell’invecchiamento degli impianti. Le rinnovabili, per certi versi, sono una tecnologia matura e ha bisogno di essere sostituita. Da qui l’importanza di agire anche sulla riqualificazione degli impianti esistenti, anche per la salvaguardia del territorio,  visto che il rapporto stima che al 2030 ci sarà per il parco fotovoltaico “un aumento dell’efficienza dal 19 al 23,5% per cento con un risparmio di suolo di circa 54 chilometri quadrati Per dare una idea la misura corrisponde ai più di 7,560 campi di calcio o l’estensione di una città come Varese o Treviso”.

Quello che al Lettore potrebbe sfuggire è l'estensione di pannelli necessaria per ottenere questo risultato se un risparmio del 4,5 % comporta uno spazio di 54 Kmq. E se, come affermato da Francesco Starace A.D. di ENEL, vedi Cambia il vento , non verranno utilizzati i circa due milioni di chilometri quadrati di tetti italiani vi lascio immaginare quale sarà il consumo del suolo… Per l’eolico, il rapporto Oir stima che il repowering dei vecchi impianti (in alternativa alla costruzione di nuovi) porterebbe a un risparmio tra i 3 e i 10 chilometri quadrati. Tradotto : all’invasione delle pale eoliche prevista dalla SEN dobbiamo anche valutare l'ipotesi che impianti mini-eolici esistenti possano essere convertiti a potenze superiori senza i vincoli normativi esistenti.

Vi rammentiamo che il primo progetto di Acqua Fresca prevedeva una pala di 100m che in origine, prima di essere depotenziata, produceva 1 MW.

L'impegno è evitare che a Roma fissino obiettivi di FER elettriche abnormi e che, di conseguenza, distruggano la legislazione di tutela ambientale e paesaggistica, di farsi portavoce presso i rappresentati locali che in questo modo perderanno i legami con i territori. Dopo sarà troppo tardi e non si potrà piangere sul latte versato.

Leggete qui il testo integrale.

 

Invitati dal Sindaco all’inizio il 14 di aprile ci comunicano che sono state contestate alla Ditta Proponente una serie di evidenze che lasciano intendere che sarebbe stato adottato dal SUAP il PROVVEDIMENTO DI DINIEGO nei confronti della PAS di Acqua Fresca. Ci eravamo sbilanciati nel nostro articolo Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare ad ipotizzare un cambio di rotta da parte del SUAP e dell'Amministrazione che preso atto delle nostre segnalazioni avesse finalmente deciso un cambio di passo.

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