Come è andata a finire la PAS di Vergato ? Ricordate? Alcuni mesi addietro segnalammo che la “I Mulini srls” aveva presentato un progetto per un impianto analogo a quello di Acqua Fresca anche nel Comune di Vergato in località “La Croce” e che avverso alla PAS era stato emesso un Diniego e ordine a non effettuare l’intervento in data 10 ottobre 2016.

Nella Serata Informativa del 26 gennaio ( leggete qui le slide sull'argomento della Serata ) avevamo illustrato come si era svolto il procedimento autorizzativo e come si fosse arrivati al diniego della PAS.

 

Riportiamo il testo integrale dell'articolo pubblicato il 29 aprile nel supplemento La Lettura del Corriere della Sera e ripreso dalla rassegna stampa dell'ENEA :  QUELLE VITE AGGREDITE DALLE PALE EOLICHE  . Ancora una volta torna il concetto di paesaggio violato invece che protetto e non è fuori luogo il paragone di Palmira e dei tagliagole dell'ISIS... perché qui si parla anche di violenza sulle persone, di intimidazioni e pestaggi nella migliore tradizione mafiosa.

Ormai è assodato, come affermato dallo stesso A.D. di ENEL Francesco Starace ( Cambia il vento ) che "..è inutile accanirsi perchè francamente il vento che c’è in Italia non è che sia fantastico.."  ma anche, come ampiamente documentato dallo stesso Gse , Gestore servizi energetici, la risorsa eolica nel nostro Paese è ben poca cosa e soprattutto in molte regioni ( compresa la nostra ) è del tutto irrilevante. Eppure le lobby dell'Eolico sono sempre all'opera fateci caso : invece che sul giornale, quella che doveva essere una vera e propria inchiesta è finita nelle ultime pagine di un supplemento culturale... Cogliamolo come un auspicio, che sia il primo passo di una virata in senso anti-eolico della grande stampa italiana dopo quella fatta da Starace nel suo intervento alla Green Week per quanto molti dei loro Azionisti abbiano interessi economici rilevanti nell'ambito delle Fer.

Questo pensiero mi ha colto ascoltando quanto ci veniva riferito dalla Giunta nel merito del processo autorizzativo della pala eolica di Acqua Fresca. Il cambio radicale di approccio da parte dell’Amministrazione Comunale e del SUAP induce a sperare che finalmente il vento sia definitivamente  cambiato e che ci sia una nuova stagione anche nei rapporti con il Comitato. Francamente spesso è sembrato, nei mesi passati, che il Comune fosse come il marinaio di Seneca che pur avendo la soluzione accanto a sé non sapeva dove andare.

Sulla base delle indicazioni fornite dal Comitato nella RICHIESTA DI INTERVENTO AI SENSI DELL'ART. 19 c. 3 e 21 nonies L. 241-1990   inviata al Comune ed al SUAP sono state effettuate, nell’ottobre scorso, delle richieste di integrazioni dall’Ufficio Sismica del SUAP alla “I Mulini s.r.l.s.” includendovi anche il supplemento istruttorio richiesto in materia di vincolo idrogeologico dal medesimo Ufficio.


La conclusione il 18 marzo della Green Week a Trento, un evento che affronta i temi legati alla green economy, a cui ha partecipato tra gli altri Francesco Starace, amministratore delegato e direttore generale di Enel il più grande gruppo italiano, ha portato un vento nuovo tra i liberi pensatori impegnati a salvare il Pianeta a spese del nostro paesaggio e con il sacrificio del nostro territorio per incentivare soluzioni a vantaggio delle lobby dell'eolico.

Il vento del populismo arrivato il 4 marzo con gli esiti delle elezioni.

Un vento che fa dire a Starace che "Il consenso delle popolazioni e di tutti è fondamentale. Siamo in democrazia e non siamo in Cina e quindi, per fortuna devo dire, è giusto che questa cosa venga gestita con attenzione." .

Ma soprattutto alla Moderatrice che argomenta sul fatto che le rinnovabili trovano talvolta nelle comunità locali anche opposizione. Per esempio le pale eoliche: ci sono i comitati che non le vogliono… La risposta che viene data è emblematica di qualcosa che tutti sapevamo, basta andare a leggersi Pale eoliche, quanti soldi al vento oppure Davvero non si poteva fare niente ? Considerazioni sulla risorsa eolica ma che detta dall’Amministratore Delegato dell’Enel,la più grande azienda italiana per fatturato sgombra il campo da ogni dubbio : la riportiamo fedelmente: 

L’Italia è un Paese bello e piccolo e tra l’altro non è che ci sia quella incredibile disponibilità di risorse eoliche anche in Italia. Quindi questa battaglia delle pale eoliche secondo me più di tanto è inutile accanirsi perchè francamente il vento che c’è in Italia non è che sia fantastico.

Uno degli aspetti più controversi sugli impianti eolici collocati nella nostra regione è il loro livello di efficienza produttiva. Nel precedente articolo Pale eoliche, quanti soldi al vento abbiamo sentito parlare di decine di migliaia di megawatt di potenza installata. Altrettanti in arrivo. Tutto concesso a tempo di record. E per il mini eolico (torri alte anche cento metri) non serve neanche attendere la firma: basta la dichiarazione di inizio attività. Sarà zeppo di acciaio in ogni dove. Anche le vostre montagne e i vostri occhi dovranno abituarsi. Serve energia pulita.

 

L'area del cantiere di Acqua Fresca insiste in un'area in cui la geologia risulta palesemente compromessa. Come già ampiamente documentato nell'Archivio Storico delle frane dalla Regione Emilia Romagna sono censite frane in località Bellarosa Strada Monzuno - Gabbiano Prunara dal 1939. In questi giorni si sono riattivate frane esistenti si sono verificati nuovi eventi.

 

 

 

 

Come già evidenziato nella nostra lettera "RICHIESTA DI INTERVENTO AI SENSI DELL'ART. 19 c. 3 e 21 nonies L. 241-1990" inviata al Comune di Monzuno ed al SUAP  all'inizio del mese di agosto dell'anno scorso la situazione geologica presentava delle complessità che richiedevano un'analisi geognostica più approfondita rispetto a quella presentata inizialmente.
A conferma di ciò il SUAP, ammetteva le carenze istruttorie e di fatto sospendeva la PAS fino all'acquisizione degli esiti del supplemento istruttorio chiesto al competente Ufficio in materia di Vincolo Idrogeologico.

 

 


 

L’affare di questo inizio di secolo, a favore di pochi eletti, vale quest'anno oltre  16 miliardi di euro. Il tutto naturalmente generosamente offerto dagli italiani in comode rate bimestrali nella nostra bolletta.

Uno dei punti cardine dell’intera vicenda riguarda la compatibilità o meno del crinale di Acqua Fresca ad ospitare un impianto come quello in progetto. Ci siamo già occupati di questo argomento anche in passato ( Considerazioni sulla valenza paesaggistica ) , però riprendiamo l’argomento per approfondire con voi il punto di vista dell’Amministrazione ed il ritornello ..non si poteva fare niente..”.

Nella recente intervista al Corriere di Bologna il Sindaco ha sostenuto di avere le mani legate  perché il crinale non è vergine, risulta comunque compromesso. Ora cosa significa questo è presto detto : in quell’area sono presenti tre linee di media tensione ENEL come indicato nella fotografia sotto inserita nella P.A.S. pertanto secondo la teoria della Società Proponente e condivisa dall’Amministrazione la valenza paesaggistica del crinale risulterebbe compromessa e pertanto diventa automaticamente idoneo a qualsiasi intervento.

 In realtà questo aspetto è discrezionale tanto è vero che il TAR della Sicilia ha bloccato  un parco eolico nel golfo di Gela perché le pale avrebbero portato un danneggiamento irreversibile a un tratto di costa di straordinario interesse paesaggistico e ambientale pertanto nel nostro caso l’Amministrazione ha scelto e fatte proprie le motivazioni della Società Proponente.

Dopo i recenti eventi, e preso atto di una serie di affermazioni che aprono nuove chiavi di lettura su  tutti gli aspetti della vicenda di cui ci stiamo occupando da mesi, poniamo dieci domande al Sindaco sperando di ottenere altrettante risposte egualmente incisive :

1. Era consapevole quando il 9 maggio 2017 nella seduta della Giunta ha fatto la seguente affermazione "Relativamente al mancato coinvolgimento delle consulte afferma che l’eventuale coinvolgimento avrebbe avuto carattere meramente informativo in quanto non avrebbero avuto la competenza di esprimere nessun parere. Se fossero state coinvolte poteva sembrare “una presa in giro” in quanto non avrebbero potuto incidere in nessun modo."  che non coinvolgendo le Consulte di Frazione avrebbe impedito ogni possibile ricorso teso ad impugnare le decisioni della Giunta o del SUAP, a cominciare proprio da quella che stavate prendendo, agevolando ancor più l'iter amministrativo della Società Proponente ?

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