Quando abbiamo pensato di organizzare il Dibattito Pubblico del 16 febbraio ci è sembrato opportuno, visto che a breve ci saranno le Elezioni Comunali, invitare anche i Candidati Sindaco delle Liste Civiche per sentire il loro parere sull’impianto di Acqua Fresca.

Ed in questo senso vi proponiamo gli interventi di Elisabetta Di Natale e Bruno Pasquini al fine di farsi una propria opinione dalla viva voce.

Francamente avevamo invitato a partecipare anche il rappresentante del Movimento 5 Stelle, Germano Tonelli, ma non si è visto...

Prendiamo atto, con favore, delle affermazioni fatte dal Candidato Sindaco della Lista “Dimmi” sperando, qualora risultasse eletto, di poter "abbandonare la confusione del passato" e di poter scrivere una nuova pagina nei rapporti con l’Amministrazione Comunale.

 L'intervento di Bruno Pasquini.

Analogamente siamo vicini alle posizioni espresse da Elisabetta Di Natale che non ha mancato di sostenerci in questi anni.

 L'intervento di Elisabetta Di Natale.

Soprattutto condividiamo l’intervento bipartisan di questo Cittadino che sottolinea quanto sia importante per tutti rendersi conto che l’impianto di Acqua Fresca è un problema di tutti non di una lista piuttosto che dell’altra.

Intervento bipartisan.

Però.

C'è un però.

Esistono degli atti ed esistono delle vertenze presenti al TAR. Ancor di più, ci sono evidenti responsabilità da parte dell’attuale Amministrazione e del SUAP che non abbiamo nessuna intenzione di dimenticare. Soprattutto in considerazione delle recenti affermazioni fatte dal Sindaco nel Consiglio Comunale del 28 febbraio quando sostiene, circa le decisioni prese su Acqua Fresca, che:

"...è necessario rispettare le leggi dello Stato e della Regione."

Partiamo da qui.

Faccio presente che l’art. 6 ( che contiene le norme per le procedure P.A.S. come quella di Acqua Fresca )  del Dlgs 28/2011 (Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili)  e quindi al quale avrebbe dovuto attenersi anche il Comune di Monzuno recita :

"..una dichiarazione accompagnata da una dettagliata relazione a firma di un progettista abilitato e dagli opportuni elaborati progettuali, che attesti la compatibilità del progetto con gli strumenti urbanistici approvati e i regolamenti edilizi vigenti e la non contrarietà agli strumenti urbanistici adottati, nonché il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie."

Come può essere dettagliata una relazione dove non si specificano le dimensioni e le caratteristiche di ciò che si andrà ad installare cioè la pala ? Ricordiamo tutti la PAS presentata con la proposta delle 5 ipotetiche pale che comunque avrebbero potuto essere sostituite da un’altra scelta alla bisogna. Una dettagliata relazione avrebbe dovuto contenere, da subito, quelle informazioni che l'Ing. Mezzini ha fornito, parzialmente, al SUAP pochi mesi fa...

Eppure si è accettata.

Parliamo poi degli opportuni elaborati progettuali dove le incongruenze tra le dimensioni del plinto espresse nella relazione di calcolo e quelle contenute nella relazione geologica erano tali che che il SUAP ha dovuto, tra le molteplici richieste di integrazione fatte successivamente al nostro esposto, richiedere esplicitamente :

"Tutti gli elaborati tecnici devono essere congruenti fra loro e riferiti alle medesime soluzioni progettuali “

Anche in questo caso le norme prescrivevano diversamente.

Pertanto a ben vedere, e volendo per l’appunto, rispettare le leggi quella PAS andava respinta.

Ma c'è di più.

A proposito del rispetto delle leggi regionali facciamo presente che la Delibera N. 51 del 26 luglio 2011 dell’ASSEMBLEA LEGISLATIVA della Regione EmiliaRomagna (Individuazione delle aree e dei siti per l'installazione di impianti di produzione di energia elettrica mediante l'utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili eolica ...) prevede che gli impianti eolici debbano garantire un numero di ore annue, non inferiore a 1800, di funzionamento alla piena potenza nominale, .

Ora i dati presentati nella PAS circa la producibilità sono totalmente da dimostrare visto che lo stesso strumento utilizzato dall’Ing. Mezzini, l'RSE – Ricerca di Sistema Energetico, dichiara nel suo manuale d'uso errori (!) anche superiori al 30% nei dati forniti e che i dati storici del Gse parlano per gli impianti minieolici nella nostra regione di una produzione intorno alle 1400 ore.

Pertanto, nel rispetto delle leggi, anche su questo bisognava vigilare e garantire che quanto richiesto dalla Delibera Regionale venisse ottemperato. Ad esempio richiedendo uno studio anemologico che attestastasse il potenziale eolico in quell'area e di conseguenza il previsto numero di ore di funzionamento dell'impianto.

Potremmo proseguire ancora elencando per esempio i crinali tutelati dal PTCP, Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, ritenuto meno credibile da questa Amministrazione rispetto alle asseverazioni fornite dall’Ing.Mezzini, ricordate quanto scritto dall’Ufficio Tecnico del Comune di Monzuno circa l’opportuna riduzione della pala e tutto quanto ne è conseguito, o per meglio dire non ne è conseguito ? Oppure il silenzio - assenso, non previsto sulla VINCA, dove anche qui il Comune ha ritenuto esaustive le considerazioni proposte dall'Ing. Mezzini.

Approfondiamo adesso un’altra delle affermazioni del Sindaco :

se avessimo votato contro avremmo avuto una causa e l'avremmo già persa”.

Forse il Sindaco dimentica che la causa c’è stata. Infatti la I Mulini srls, nell’ottobre del 2017, ha citato davanti al TAR il Comune, il SUAP ed anche noi. In tutta questa vicenda ci sono molteplici singolarità : come mai dopo aver presentato il ricorso al TAR per il ritiro delle richieste di approfondimento tecnico del SUAP la società “I Mulini srls” si è messa al lavoro proprio per produrre quanto richiesto ?

Presentare un ricorso al TAR presenta dei costi, per cui sarebbe stato lecito e logico attendersi che  non solo la  "I Mulini srls" si sarebbe rifiutata di presentare la documentazione richiesta ma, come aveva minacciato, avrebbe richiesto gli eventuali danni patiti. Invece la "I Mulini srls" dopo aver presentato il ricorso si è messa di buona lena a preparare la documentazione contro la quale si era appellata...

Ma le cose strane non finiscono qui.

Nel luglio del 2017, quindi quando il cantiere era già autorizzato ( lo era dal 31 maggio ) ed il Comune ed il SUAP non si erano ancora messi in autotutela, il CPEM, Consorzio Produttori Energia Minieolico, invia questa lettera aperta all’allora Ministro Calenda dove in buona sostanza dicono: ci sono molti impianti minieolici completati e pronti ad entrare in esercizio che non hanno ancora ottenuto la connessione alla rete elettrica e visto che il DM 23/6/2016 ( il decreto che fissa le modalità di erogazione degli incentivi ) prevede un taglio del contributo del 30% dal 29 giugno 2017 chiediamo una moratoria per gli impianti già pronti a quella data.

Ma c’è di più : dal 1° gennaio 2018, fino alla data di entrata in vigore del nuovo decreto (il decreto FER 2018-2020 approvato un paio di mesi fa), nessun impianto, entrato in esercizio nello stesso periodo, potrà accedere ad alcun incentivo, proprio perchè il citato DM 23/6/2016 prevede la fine dell'accesso diretto agli incentivi dal 31 dicembre 2017.

Ora risulta palese anche ad un non addetto ai lavori che se al 1 agosto 2017 non era stato predisposto nemmeno lo spazio per lo sbancamento per il plinto della pala, la “I Mulini srls” non avrebbe avuto i tempi tecnici per accedere entro il 31 dicembre 2017 all’accesso diretto agli incentivi vista la mole dei lavori da realizzare, tra tempi tecnici del calcestruzzo, posa della torre ed il tempo necessario alla connessione da parte del gestore della rete elettrica.

Pur con tutta l’esperienza nel merito dell’Ing. Mezzini.

Tra l'altro giova ricordare che proprio il Comune, in data 11 agosto 2017, aveva autorizzato i lavori di revamping sulla pala, lavorazioni solo meccaniche e non edili : opere di verniciatura, sostituzione del generatore, sostitizione dei cuscinetti, ricostruzione dei collegamenti elettrici ecc. ecc.. Lavori mai eseguiti dalla "I Mulini srls". Se l'obiettivo era richiedere l'accesso diretto agli incentivi entro il 31 dicembre 2017 come mai non sono mai stati fatti ?

Quindi sarebbe opportuno che il Sindaco spiegasse più dettagliatamente quali sarebbero stati i danni che il Comune avrebbe dovuto pagare.

Infatti la “I Mulini srls” ha iniziato a redigere la documentazione richiesta dal SUAP e non ha presentato un’istanza di urgenza al TAR, per richiedere gli eventuali danni.

Passiamo poi a parlare della Scheda di zonizzazione "Gabbiano", strumento attraverso il quale si è di fatto dato il via al cantiere. Infatti il Sindaco ad un tratto afferma :

"... giuro di rispettare le leggi dello Stato poi mi presentano una zonizzazione che ha le sue regole e io voto contro per far piacere a uno o per ostacolare un'altro"

Riteniamo che quella Scheda non sia stata nemmeno letta, perché approvare quanto scritto dalla Geologa della "I Mulini srls" che "..si trattava di una pala di ridotte dimensioni " ci indurrebbe a pensare che l'Amminstrazione concordasse con quanto scritto nella Scheda e quindi che la pala fosse effettivamente di ridotte dimensioni.

Il fatto strano però è che risulta, dagli atti depositati dalla stessa Geologa, che in data 18 aprile 2017 la "I Mulini srls" abbia confermato al Comune di Monzuno la sua disponibilità ad edificare una pala eolica le cui dimensioni erano al minimo del ventaglio di proposte che il Comune stesso aveva accettato e cioè di circa 65 m.

Pertanto il Comune era informato delle dimensioni che avrebbe avuto la pala ed ha approvato un documento dove viene palesemente presentata una realtà difforme da quanto riportato visto che lo stesso CPEM, Consorzio Produttori Energia Minieolico, riconosce che  la normativa tecnica internazionale definisce piccole turbine eoliche quelle con un’area spazzata massima di 200 mq (IEC 61400-2 – small turbine), dato questo che abbiamo anche noi segnalato al TAR, mentre la pala in oggetto ha un’area spazzata di oltre 1.100 mq quindi oltre 5 volte la dimensione massima prevista dalla IEC, INTERNATIONAL ELECTROTECHNICAL COMMISSION. 

Quindi i motivi per votare contro c’erano.

Mi permetto un’ulteriore considerazione sulla successiva affermazione quando il Sindaco dice:

“.. avremmo dovuto pagare dei danni perchè avremmo tolto un diritto ad un cittadino che aveva.”

Sarebbe stato opportuno che la stessa attenzione dedicata ai diritti del Sig. Mezzini, peraltro sacrosanti, l’avesse anche dedicata a tutti i Cittadini informandoli tempestivamente su quanto stava accadendo.

Il Sindaco, invece, ha ritenuto opportuno non informare i Cittadini, nemmeno quelli dell’area più vicina all’impianto, in virtù del fatto, cito testuale, “non avrebbero potuto incidere in nessun modo”. Faccio presente che  stiamo parlando di un impianto di dimensioni tali da generare impatti sulla salute, sulla sicurezza e sui beni immobili di questi cittadini.

Invito inoltre a riflettere che se il Comitato si fosse costituito il 10 maggio 2017 cioè il giorno dopo la Delibera n. 38, da dove ho prelevato la frase citata sopra, avremmo avuto due mesi di tempo per impugnare la quella delibera presso il TAR e visti tutti gli evidenti errori presenti nella PAS, riconosciuti in un primo momento anche dall’Amministrazione e dal SUAP, pare ipotesi fondata quella per cui i Giudici del Tribunale Amministrativo avrebbero accolto con favore le nostre istanze terminando il procedimento.

Le considerazioni nel merito le lascio a ciascuno di voi.

Ultimo pensiero per fugare ogni dubbio sulle reali intenzioni di questa Amministrazione, al di là delle parole di circostanza.

Da più parti ho sentito dire che "..non vi era adeguata preparazione in materia..", "..non si erano presentate altre situazioni simili.." a giustificazione dell'approccio, poco incisivo, al problema da parte dell'Amministrazione, lo stesso Sindaco in una intervista al Corriere di Bologna ha affermato  che "...l'Amministrazione ha saputo del progetto quando i termini erano scaduti.".

Però sarebbe bastata una telefonata al Sindaco di Vergato: avrebbe dato utili informazioni di come pochi mesi prima il Comune di Vergato aveva respinto le medesime richieste della “I Mulini srls” e su come convocare una Conferenza di Servizi.

Ma poi, pensandoci meglio, mi rendo conto che tutte queste informazioni il Comune le aveva già.

Solo pochi mesi prima, il 14 gennaio 2016, era stata convocata una Conferenza di Servizi per discutere una “Variante sostanziale ad un impianto eolico in località Montevenere “ e naturalmente era presente anche il Comune di Monzuno. Tanto è vero che nel merito ha espresso parere favorevole con prescrizioni relative alla salvaguardia della viabilità. Se avete la pazienza di leggervi l’intero documento dell’ARPAE vedrete che tutte le problematiche ad oggi trattate erano già state sviscerate.

Risulta evidente pertanto la volontà di favorire l’installazione dell’impianto di Acqua Fresca con buona pace di tutte le affermazioni sul “non si poteva fare niente”.

Non si è fatto niente perché si voleva che l’impianto venisse realizzato.

E’ diverso.

Mentre il Sindaco ritiene un atto politico che non si sente di fare, quello di sostenere il Comitato, cosa perfettamente legittima e coerente, riscontriamo che le spese legali del Comune le pagano i Contribuenti e tra questi gli Iscritti al Comitato.

Per finire chiediamo a chi legge questo post di non ritenerlo un atto politico verso l'una o l'altra lista, sarebbe un grave errore, come abbiamo sentito all'inizio questo è un problema per tutti, cerchiamo di risolverlo e di farci trovare pronti per i prossimi : problemi ed Amministratori.

 

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